REGALI DI NATALE

Mer 20/12/2017

Ricevere doni, fino a pochi decenni fa, era un momento rituale, circoscritto a precise occasioni  dell'anno, atteso, prefigurato, sognato. I bambini ricevevano pochi regali, tra i quali erano posti noci e frutta, il cui sapore, a distanza di anni, conservava il potere di evocare l'atmosfera stupefatta e sospesa della festa. “Mandarino sei profumato/ e santo/ desiderato davvero tanto...” canta Paolo Conte, racchiudendo in un'immagine il senso della attesa, del desiderio e della sacralità che si legava al momento dello scambio dei doni.

Oggi le cose sono cambiate: lo spazio del dono ha rotto i suoi confini, ogni momento è diventato quello buono per ricevere un regalo, spesso prima ancora di averlo davvero voluto. Come osserva Daniele Novara, pedagogista, “ci sono bambini che ricevono anche un regalo al giorno, da un papà separato o da una nonna apprensiva. Ma occorre fare attenzione perché il consumismo uccide il desiderio, uccide l'attesa e satura ogni immaginazione, ogni fantasia e ogni creatività.” Il fatto di essere gratificati ancora prima di avere visto germogliare un desiderio porta a quella che Galimberti chiama 'apatia della psiche': mancanza di emozione, insensibilità, spegnersi della capacità immaginativa.

Paola Tonelli, pedagogista, formatrice e giornalista, da molti anni attenta al rapporto del bambino con la natura, ci suggerisce di limitare il numero di regali, puntando a donare attenzioni ed esperienze. Un'idea semplice, ma che nella sua esperienza ha sempre suscitato l'entusiasmo dei bambini, è quella di regalare un piccolo ombrello:“ho visto che ne sono affascinati, forse perché lì sotto si sentono protetti e autonomi. Ci sono poi quelli trasparenti che permettono di guardare (oltre che sentire) le gocce che cadono. Un oggetto semplice come l'ombrello può favorire un interessante contatto con la pioggia leggera. Per i bambini è quasi una magia camminare protetti tra le gocce che cadono o fermarsi ad ascoltare il rumore che fanno sulla tela. Non aspettiamo che spunti il sole per uscire all'aperto ...” 

Forse il regalo più bello che possiamo fare ai nostri figli non è quindi un oggetto, ma è chiuso dentro ad un'atmosfera, in un'emozione capace di dare senso all'attesa del Natale. 

 

Ecco, attraverso cinque parole, i consigli per i regali di Natale:

1. Lettera: scriviamo la lettera a Babbo Natale insieme ai nostri figli. E' un momento importante, attraverso il quale il bambino inizia a tracciare la mappa dei suoi desideri. Per i genitori è un'occasione di scambio e di ascolto, oltre che una opportunità educativa: il bambino, dovendo scrivere la lettera, è portato a selezionare i regali, scegliendo quelli che veramente desidera di più. In questo modo fa esperienza del limite, impara a dare valore alle cose e a leggere se stesso.

2. Natura: un dono può essere lo strumento per restituire ai bambini la possibilità di giocare all'aria aperta, sporcarsi, toccare, saltare, correre. Scegliamo regali che spingano il bambino a uscire di casa e a muoversi: corde per saltare, slittini per scivolare sulla neve, una palla da rincorrere in compagnia, un kit per coltivare un piccolo orto e vedere germogliare le proprie piantine, un piccolo ombrello trasparente sotto il quale proteggersi scoltando il rumore della pioggia...

3. Socialità: i bambini amano giocare con gli altri ma spesso i giochi elettronici li chiudono in una sfera solipsistica.  Un gioco di società aiuta a mettersi in relazione, ad uscire da se stessi, accettare le regole, imparare a negoziare, a vincere e a perdere. Le feste, con il loro tempo dilatato, sono un'occasione per poter giocare in famiglia e con gli amici, senza la tirannia dell'orologio a scandire il ritmo della giornata.

4. Semplicità: un gioco essenziale porta il bambino a dover immaginare, inventare, colmare un vuoto con la propria fantasia. Secondo la pedagogia della Montessori, quando pensiamo a un gioco da regalare a un bambino, prediligiamo l'essenzialità: in questo caso 'togliere' equivale ad 'aggiungere' in termini di spazio libero lasciato alla capacità inventiva del bambino.

5. Condivisione: un regalo da fare a tutti i bambini e ai ragazzi è aiutarli a condividere. Protetti da ogni esposizione al dolore e alla frustrazione, coccolati oltre misura, i bambini e i ragazzi non vengono allenati all'esperienza della privazione e del dolore, proprio e altrui. E così, di fronte alle prime sconfitte e ai primi dolori, spesso soccombono, impreparati. Il Natale può essere l'occasione migliore per portarli a uscire da se stessi e a aprirsi agli altri: si può proporre ai più piccoli di scegliere assieme alcuni dei propri giochi e abiti da donare a chi potrebbe averne bisogno attraverso associazioni benefiche mentre i più grandi possono trovare un senso più profondo di condivisione nel dedicarsi attivamente a iniziative di volontariato.

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