Lui è marrone

Dom 28/10/2018

di Stefania Caltieri

 

Sono le 16:00 di martedì 23 ottobre.

I bambini sono pronti ad uscire dalla scuola dell’infanzia e a raggiungere le proprie case…Fuori ad aspettarli le mamme, i papà, qualche nonno…

Ludovica e Abdul escono insieme e raggiungono gli adulti che sono venuti a prenderli. Per la bimba c’è la mamma, per il bimbo c’è la vicina di casa.

Ludovica alla signora: “Ma perché lui è marrone e tu sei rosa?”

La signora: “Perché io non sono la mamma, sono la vicina di casa. La sua mamma è marrone, l’avrai sicuramente vista una bella signora alta che viene a prendere Abdul.

Ludovica alla mamma: “Mamma noi non abbiamo vicini di casa…

I bambini colgono la diversità e sono curiosi, fanno domande. Forse il loro concetto di diversità è diverso da quello degli adulti, in effetti siamo tutti diversi, guardando l’altro si scopre la propria unicità. Ogni rapporto umano prevede necessariamente il confronto con il diverso, con ciò che noi non siamo. E in questo scambio, che costituisce la dinamica della socializzazione, risiede l’essenza dell’arricchimento e della reciproca scoperta.

Siamo anche tutti uguali nella dignità e nel rispetto.

Si parla molto di diversità, purtroppo spesso è valorizzata solo a parole ed è comprensibile in un mondo e in un’epoca caratterizzata da paure e minacce costanti, ma lasciarsi sopraffare e chiudersi all’altro non potrà essere di aiuto nel comprendere se stessi e chi c’è a fianco.

Allora prendiamo la curiosità di Ludovica e lasciamoci guidare per un attimo alla scoperta del mondo.

 

 

 

 

 

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