La cultura Libera dalle mafie

Dom 18/03/2018

Parma contribuisce ogni 21 marzo, "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia",  a fare i nomi. Quelli delle persone uccise, da non dimenticare mai. Aggiungendo, nell'annoverare, granelli di consapevolezza, per formare cittadini di oggi e di domani in grado di dire no alla criminalità. 

"Mafie, progettare la legalità" è il tema affrontato in questa nuova edizione del Laboratorio intensivo di progettazione sociale coordinato da Forum Solidarietà e realizzato in collaborazione con la rete di Libera Parma. Dal 26 febbraio al 2 marzo, i protagonisti sono stati settanta studenti di tre classi: la 1°D del Liceo classico Romagnosi, la 3°D ed E dell’ITIS Galileo Galilei di San Secondo. Pensati come momenti di partecipazione allo spazio politico, i Laboratori permettono ai giovani di misurarsi con l’organizzazione del lavoro e di cimentarsi con i vari passaggi della progettazione sociale: dall’analisi del contesto e dei bisogni alla progettazione delle azioni, alla comunicazione, fino alla valutazione finale. Nel salutarsi, i ragazzi si sono dati appuntamento il 21 marzo in piazzale Dalla Chiesa. Da lì, sfileranno insieme per le strade della città per dire no alla mafia, sapendo che il futuro, ormai, non potrà fare più a meno di loro. 

Libera, la rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente per la giustizia sociale, la ricerca di verità, la tutela dei diritti, per una politica trasparente, una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione, celebra ogni 21 marzo la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La data coincide con il primo giorno di primavera: don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera", la scelse pensando al dolore di una madre. Durante la commemorazione della strage di Capaci, mentre il sole splendeva inconsapevole sull' autostrada tra Punta Raisi e Palermo, gli si avvicinò, piangendo, Carmela, una signora minuta, vestita di nero, dicendo: «Sono la mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta di Giovanni Falcone. Perché il nome di mio figlio non lo dicono mai? È morto come gli altri». In quel primo anniversario della strage, la memoria di suo figlio Antonio e dei suoi colleghi Rocco e Vito veniva liquidata sotto l’espressione “i ragazzi della scorta”. "Da questo grido di identità negata nasce la "Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie", dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare da nessuno il suo nome":  http://www.libera.it

Disegno di Elena Dall'Aglio

 

  • Attualità
  • Parma magazine
  • Lettura